LA VERITA’ E’ UNA TERRA SENZA SENTIERI
di michele farinelli
« Ritengo che la Verità sia una terra senza sentieri
e che non si possa raggiungere attraverso
nessuna via,
nessuna religione, nessuna
scuola.
Questo è il mio punto di
vista,
e vi aderisco totalmente
e incondizionatamente.
Poiché la Verità è
illimitata, incondizionata,
irraggiungibile
attraverso qualunque via,
non può venire
organizzata,
e nessuna organizzazione
può essere creata
per condurre o
costringere
gli altri lungo un
particolare sentiero.
Se lo comprendete,
vedrete che è impossibile
organizzare una
"fede".
La fede è qualcosa di
assolutamente individuale,
e non possiamo e non
dobbiamo istituzionalizzarla.
Se lo facciamo diventa
una cosa morta,
cristallizzata; diventa
un credo, una setta,
una religione che viene
imposta ad altri”.
(J. Krishnamurti, Discorso di scioglimento dell'Ordine della
Stella,
3 agosto 1929, Ommen, Olanda »
“Presumibilmente, la maggior parte di noi ha un maestro di qualche genere,
un guru di qualche genere, nell’Himalaya o dietro l’angolo, una guida di
qualche genere. Ora, perché ne avete bisogno? […] Allora probabilmente ne avete
bisogno per motivi psicologici. Perché? Fondamentalmente, è chiaro, ne avete
bisogno perché dite: “Sono confuso, non so come vivere in questo mondo, le cose
sono troppo contraddittorie. C’è confusione, c’è infelicità, c’è morte, rovina,
degrado, disintegrazione; e ho bisogno di qualcuno che mi consigli sul da
farsi”. Non è questa la ragione per cui avete bisogno di un guru, il motivo per
cui andate da lui? Dite: .”Essendo io confuso, ho bisogno di un maestro che mi
aiuti a chiarire la confusione, o meglio che mi aiuti a dissolverla”. Così il
vostro bisogno è psicologico. Ora, che cosa intendete con la parola bisogno? Ho
bisogno della luce del sole, ho bisogno di cibo, di vestiti e riparo; ma è
nello stesso modo che ho bisogno di un maestro? Per rispondere a questa
domanda, devo scoprire chi ha creato questo orrendo caos intorno a me e dentro
di me. Se sono io stesso responsabile della confusione, sono l’unica persona
che può chiarirla, il che significa che devo capirla da solo; ma voi in genere
andate da un maestro affinché lui possa liberarvi dalla confusione, o mostrarvi
la via, darvi istruzioni su come comportarvi riguardo a essa. Oppure dite:
“Beh, questo mondo è falso, devo trovare la verità”. E il guru o il maestro
dice: “Ho trovato la verità”, così andate da lui per condividere quella verità.
Può la confusione essere chiarita da un altro, per quanto capace? Sicuramente
questa confusione esiste nei nostri rapporti; perciò dobbiamo capire il nostro
rapporto con l’altro, con la società, con la proprietà, con le idee, e così
via; ma può qualcuno darci la comprensione di quei rapporti? Qualcuno può
evidenziare, mostrare, ma devo essere io a capire i miei rapporti, dove mi
trovo. […] Potete trovare la verità del perché avete bisogno di un guru portando
alla luce il vostro cuore. Questa domanda ha numerose implicazioni. Molti
sembrano pensare che la verità è statica, e quindi un guru può condurre a essa.
Pensate che un guru possa guidarvi alla verità come qualcuno può condurvi alla
stazione. Ciò significa che la verità è statica; ma è realmente statica? Vi
piacerebbe che lo fosse; perché ciò che è statico è molto gratificante; almeno
sapete che cos’è e potete restarci aggrappati”.
Il bisogno di
essere guidati e sorretti con la “promessa” di un percorso su una strada sicura
e priva di errori è oggi come non mai, entrato a far parte della nostra vita
quotidiana, la necessità di un “faro” che ci guidi nella notte e ci faccia
evitare scogli più o meno insidiosi è sempre più presente, merito anche dello
sviluppo tecnologico che ci viene in soccorso con sistemi di ogni tipo. Questa repentina
crescita di aiuti esterni, per lo più artificiali, non fa che aumentare il
nostro bisogno di aggrapparci a situazioni, cose o persone e ci disabitua al
procedere fiduciosi solo delle nostre singole capacità/talenti, fino a
nasconderli, ad offuscarli e facendoceli definitivamente dimenticare… più la
selva si fa oscura è maggiore diventa il bisogno di aggrapparsi, di attaccarsi
e farsi condurre.
[…] “Volete sicurezza, volete la fiducia di un guru, volete che lui vi dica: vi state comportando molto bene, andate avanti; volete che lui vi dia agio mentale, un cenno di incoraggiamento emotivo. Così andate da un guru che vi gratifica davvero, invariabilmente. Questo è il motivo per cui ci sono così tanti guru! E così tanti discepoli! Il che significa che voi non state veramente cercando la verità: volete gratificazione, e la persona che vi dà maggiore soddisfazione la chiamate il vostro guru. Questa soddisfazione è neurologica, cioè fisica, o psicologica; e voi pensate che in sua presenza sentite una grande pace, una grande quiete, un senso di comprensione. In altre parole, volete un padre o una madre idealizzati che vi aiutino a superare le difficoltà! Siete mai stati seduti tranquillamente sotto un albero? Anche lì troverete una grande pace. Sentirete anche di essere capiti! In altre parole, in presenza di una persona molto tranquilla anche voi diventate tranquilli; e questa tranquillità la attribuite al maestro. Allora lo cingete con una ghirlanda, e prendete a calci il vostro domestico. Così, quando dite di aver bisogno di un guru, sicuramente tutte queste cose vi sono implicate, non è vero? È il guru che vi garantisce una via d’uscita, quel guru diventa il vostro bisogno […] La verità non è lontana, ma vicina; la verità è sotto ogni foglia, in ogni sorriso, in ogni lacrima, nelle parole, nei sentimenti, nei pensieri che si hanno. Ma è così celata che dobbiamo toglierle il velo per vedere. Toglierle il velo è scoprire che cosa è falso; e, nel momento in cui sapete che cosa è falso, e questo si dilegua, c’è la verità. Così la verità è una cosa che vive momento per momento, da scoprire, non una cosa in cui credere, da citare, da formulare. Ma per vedere questa verità, la vostra mente e il vostro cuore devono essere estremamente duttili, attenti. Tuttavia la maggior parte di noi, sfortunatamente, non vuole una mente attenta, duttile e rapida; vogliamo farci addormentare dai mantra, dai rituali. Ci facciamo addormentare in così tanti modi! Ovviamente abbiamo bisogno di un certo ambiente, di una certa atmosfera, di solitudine; non della ricerca dell’isolamento o della fuga da esso, ma di un certo star da soli in cui c’è piena attenzione; e questo star da soli, questa attenzione completa, c’è solo quando siete nei guai, quando i vostri problemi sono veramente gravi. E se avete un amico, qualcuno che può aiutarvi, andate da lui; ma, sicuramente, trattarlo come vostro guru è da immaturi, è evidentemente puerile. È come cercare le sottane della mamma. Quando siamo in difficoltà, il nostro istinto è solo quello di rivolgerci a qualcuno, alla madre, al padre, o a un padre idealizzato che chiamate maestro o guru. Ma se il guru è degno del proprio nome vi dirà di capire voi stessi nell’azione, il che è rapporto. Di sicuro voi siete di gran lunga più importanti del guru; siete di gran lunga più importanti di me, perché si tratta della vostra vita, della vostra infelicità, della vostra lotta, della vostra battaglia. Il guru, io o qualcun altro possiamo essere liberi, ma che valore ha questo per voi? La venerazione del guru è dannosa per la vostra comprensione di voi stessi. E c’è in tutto ciò una ragione particolare. Più mostrate rispetto per una singola persona, meno ne mostrate agli altri. Rendete omaggio con venerazione al vostro guru e prendete a calci il vostro sottoposto. Quindi il vostro rispetto ha pochissimo significato. Tutti questi sono fatti. Solo una mente disperata può trovare la realtà. Una mente del tutto insoddisfatta può balzare nella realtà, al contrario di una mente soddisfatta, e al contrario di una mente rispettabile, rinchiusa nelle convinzioni”.
Il fatto che il
meglio di noi salti spesso fuori in situazioni di crisi, è cosa nota e lo
vediamo ogni volta che succedono situazioni particolari, tipo incidenti,
conflitti o catastrofi naturali, quando veniamo scioccati dall’evento e il
nostro istinto di difesa e autoprotezione viene risvegliato da un
addormentamento impostoci dalla routine, la nostra parte istintiva di animale
primordiale prende il sopravento. L’importanza che le discipline meditative
hanno sul funzionamento del nostro comportamento è proprio quello di rendere
comune una certa consapevolezza del nostro vivere le giornate in una sorta di
meditazione continuata, ponendo l’attenzione alle sfumature di vitalità di
tutto ciò che entra in contatto con il nostro essere; persone, situazioni,
cose, animali, vegetali, minerali… e via per i vari regni.
[…]”Così voi fiorite solo nel rapporto; fiorite solo nell’amore, non nel
conflitto. Ma il nostro cuore è avvizzito; lo abbiamo riempito con le cose
della mente, e così contiamo sugli altri per riempire la mente con le loro
creazioni. Dal momento che non abbiamo amore, cerchiamo di trovarlo con il
maestro, con qualcun altro. L’amore è una cosa che non può essere trovata. Non
potete comprarlo, non potete immolarvi a esso. L’amore viene in essere solo
quando il sé è assente. E finché cercate una gratificazione, esso sfugge:
rifiutando di capire la vostra confusione nei rapporti state soltanto mettendo
in risalto il sé e quindi state negando l’amore […]
[…] La pace non si può raggiungere senza molte ricerche; e ciò che voi e io stiamo facendo è portare alla luce la mente e il cuore al fine di scoprire cos’è vero e cos’è falso. E scoprire è dedicare energie e vitalità; fisicamente dovrebbe essere altrettanto faticoso che zappare! Ma, sfortunatamente, molti si sono abituati ad ascoltare; molti sono solo spettatori che si divertono osservando ciò che un altro sta mettendo in scena; di conseguenza, voi non siete stanchi. Gli spettatori non sono mai stanchi, il che dimostra che non partecipano al gioco! Voi non siete gli spettatori, e io non sono il giocatore. Non siete qui per ascoltare un canto. Quello che voi e io stiamo cercando di fare è trovare un canto nel nostro cuore e non ascoltare quello di un altro. Molti sono abituati ad ascoltare il canto di un altro, e così il loro cuore è vuoto, e lo sarà sempre, perché lo riempiono con il canto di un altro. Ma questo non è il vostro canto; in questo modo siete solo un giradischi che cambia disco secondo l’umore; non siete i musicisti. E specialmente in tempi di grande travaglio e difficoltà, ciascuno di noi deve essere il musicista; dobbiamo ricrearci con un canto, il che significa essere liberi, vuotare il cuore dalle cose con cui la mente lo ha riempito. Quindi dobbiamo capire le creazioni della mente, e vederne la falsità. Allora, quando il cuore è vuoto (non riempito di cenere), quando il cuore è vuoto e la mente è tranquilla, c’è un canto, un canto che non può essere distrutto o alterato, perché non è composto dalla mente”.
[…] La pace non si può raggiungere senza molte ricerche; e ciò che voi e io stiamo facendo è portare alla luce la mente e il cuore al fine di scoprire cos’è vero e cos’è falso. E scoprire è dedicare energie e vitalità; fisicamente dovrebbe essere altrettanto faticoso che zappare! Ma, sfortunatamente, molti si sono abituati ad ascoltare; molti sono solo spettatori che si divertono osservando ciò che un altro sta mettendo in scena; di conseguenza, voi non siete stanchi. Gli spettatori non sono mai stanchi, il che dimostra che non partecipano al gioco! Voi non siete gli spettatori, e io non sono il giocatore. Non siete qui per ascoltare un canto. Quello che voi e io stiamo cercando di fare è trovare un canto nel nostro cuore e non ascoltare quello di un altro. Molti sono abituati ad ascoltare il canto di un altro, e così il loro cuore è vuoto, e lo sarà sempre, perché lo riempiono con il canto di un altro. Ma questo non è il vostro canto; in questo modo siete solo un giradischi che cambia disco secondo l’umore; non siete i musicisti. E specialmente in tempi di grande travaglio e difficoltà, ciascuno di noi deve essere il musicista; dobbiamo ricrearci con un canto, il che significa essere liberi, vuotare il cuore dalle cose con cui la mente lo ha riempito. Quindi dobbiamo capire le creazioni della mente, e vederne la falsità. Allora, quando il cuore è vuoto (non riempito di cenere), quando il cuore è vuoto e la mente è tranquilla, c’è un canto, un canto che non può essere distrutto o alterato, perché non è composto dalla mente”.
Il canto da
realizzare o il tesoro che ognuno di noi è, dobbiamo ripescarlo dal nostro
abisso, attuando la trasformazione che il nostro essere spirituale ci permette,
in un percorso esclusivamente individuale, solitario ma non in solitudine. Ogni
persona custodisce talenti a volte latenti, come la ghianda racchiude in sé, la
possibile Quercia.
Jiddu Krishnamurti nacque l`11 maggio 1895 a
Madanapalle, una cittadina nell’India del sud ed è considerato uno dei più grandi
pensatori e maestri religiosi di tutti i tempi. Il suo pensiero travalica ogni
filosofia o religione, ed è invece concentrato sulle questioni che riguardano
la vita quotidiana di tutti noi, dei problemi del vivere nella società moderna;
violenza, corruzione, ricerca individuale di sicurezza e felicità, liberazione
dai fardelli interiori di paura, collera, ferite e dolori. Insegnò con grande
precisione il sottile funzionamento della mente umana, sottolineando la
necessità di introdurre nella nostra vita quotidiana una profonda qualità
meditativa e spirituale. Il suo grande bagaglio letterario è disponibile sotto
forma di discorsi, scritti, dialoghi con insegnanti e studenti, con scienziati
e personalità religiose, conversazioni private, lettere e interviste e
registrazioni audio e video. (Per approfondimenti, consultare la raccolta
ufficiale dei suoi insegnamenti al sito J. Krishnamurti ONLINE: http://www.jkrishnamurti.org/it/index.php). Il testo in corsivo è
liberamente tratto dal libro “Sulla verità” di J. Krishnamurti, Astrolabio –
Ubaldini, Roma 2002, traduzione di A. Comba).


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