Powered By Blogger

lunedì 24 novembre 2014

IL SOGNO



IL SOGNO
di michele farinelli



I giorni passavano veloci uno dopo l’altro, tutti uguali e senza accadimenti particolari che potessero mettere in risalto questo o quell’altro giorno.

Secondi, minuti, ore, giorni e poi mesi. Poi alla fine divennero anni.

La sveglia del mattino, la colazione, il lavoro, la pausa a mangiar qualcosa in qualche posto e poi via con la frenesia della giornata, chilometri su chilometri, pioggia, nebbia, sole e ancora sole e nebbia e pioggia. Tante facce nuove, nomi, pettinature, abiti, profumi, voci, stati d’animo, facciate di case, palazzi, strade, paesaggi, animali…

La sera, con la stanchezza più nella testa che nel corpo, una cena, una doccia e il letto.
Pronto per ripartire il giorno dopo, fotocopia del precedente. 
Quante informazioni riceve la mente.

Rimanevano tutte lì, in un angolo, pronte per essere usate, rimescolate, elaborate. Terreno fertile per i sogni della notte.

Il sogno, luogo nel quale tutti cadono quando la luce si spegne e si giace nel sonno, una specie di morte dalla quale resusciti il mattino dopo.

Avventure fantastiche dove diventa possibile tutto e dove tutto è così reale da farti credere che sei veramente lì in quel momento!

Una notte mentre sognava di passeggiare in un bosco in riva al mare si rese conto di non possedere più il proprio corpo.

Si guardò le mani ma queste non c’erano più come non cera più niente, il suo corpo era scomparso!

La sensazione che provava era di assoluta leggerezza, come se fosse diventato solo occhi.

Poteva spostarsi in modo molto veloce, era diventato aria, ma aria che vedeva e sentiva e parlava.

Pensò che fosse fantastico e lo era veramente!

Poteva parlare con tutti gli elementi che lo circondavano e a loro volta loro parlavano con lui.

Abbracciò un maestoso albero e subito divento quello il suo corpo. Si guardo le mani e vide rami carichi di foglie dove centinaia d'uccelli multicolore gli cinguettarono il benvenuto.

Sentiva la linfa scorrergli dentro, il suo nuovo sangue.

Respirava meravigliosamente e la brezza del mare gli scompigliava tutte le foglie.
Poteva vedere molto lontano perché il suo punto di vista, adesso, era quello del ramo più alto.

Mentre non riusciva a credere a ciò che gli stava succedendo ebbe la sensazione di ricordare cose che non potevano essergli successe, cose di centinaia d'anni fa!

La memoria del grande e vecchio albero ora era anche la sua memoria.

Dondolava nel vento in questa sua nuova forma e si godeva il calore del sole e la piacevole freschezza di miliardi di goccioline che gli arrivavano da una vicina cascata.

Completamente rilassato scivolò fuori dal grande albero e divenne sabbia e poi volle diventare sasso e poi il suo sguardo si tuffò nelle azzurre acque del mare e divenne mare.

Incontrò un delfino, lo accarezzò e divenne delfino. Nuotò velocissimo e incontro altri pesci che lo salutarono vivacemente. Saltò e piroettò fuori dalla superficie dell’acqua e divenne gabbiano e volò planando nel vento e divenne nuvola e cielo e stella e luna e sole e mentre brillava e riscaldava tutte le creature, vide il grande e vecchio albero con i suoi uccelli e vide la sabbia e le rocce e il mare e vide i pesci e il delfino e senti amore e capì che tutto faceva parte di una stesso progetto. La vita.
 

Il mattino dopo quando si svegliò era stranamente felice.

Dopo avere fatto colazione usci di casa, guardò il cielo e tutto le cose che lo circondavano. Fece un gran respiro e disse: "Buon giorno, giorno!"



Il tempo continuò a trascorrere, imperterrito, ma lui non dimenticò mai quel sogno, lo raccontò alla gente e ai bambini che lo ascoltavano stupefatti e quel racconto col tempo diventò una storia da raccontare la sera prima di dormire.

Chi la ascoltava dormiva sonni tranquilli e si risvegliava felice e con la voglia di dare alla nuova giornata un’impronta diversa.



Chissà questa notte cosa sognerai tu?!

Cerca di ricordarlo, potrebbe essere un nuovo racconto della buona notte.

Ma soprattutto domani potresti svegliarti con un entusiasmo nuovo, più felice e potresti contagiare con il tuo sorriso le persone che incontri e queste a loro volta potranno contagiare altra gente e così si diffonderà il tuo sorriso!



E sicuramente quel giorno non sarà grigio.


Nessun commento:

Posta un commento