Powered By Blogger

martedì 4 novembre 2014

BEATA SEMPLICITA'



BEATA SEMPLICITA'
di michele farinelli 



"Si deve diventare

un'altra volta così semplici

e senza parole

come il grano che cresce,

o la pioggia che cade.

Si deve semplicemente essere"

(H. Hillesum)


L'etimologia della parola semplicità ci suggerisce un qualcosa che risulta non avere plicus (sine-plicus, senza piega) che va quindi a contrapporsi alla complicatezza e ai suoi molteplici plicus, partendo da questa semplice... riflessione, diventa chiaro che risulterà molto più agevole l’essere senza pieghe che complicati, e, l’esplicare il sine-plicus diventa non necessario.

L'azione dello spiegare qualcosa, ci conduce all'idea di aprire, stirare, srotolare, togliendo le pieghe per rendere leggibile e visibile una immagine, un testo (un papiro, un rotolo) o una situazione che prima, le pieghe, celavano. Spiego le vele al vento e permetto loro di srotolarsi, di passare da una situazione di "compressione" ad una di "rilassatezza" pur nella tensione della loro funzione, permettendo quindi un naturale ritorno di forma originaria, dando loro la possibilità di esprimere la loro caratteristica primaria, quella di accogliere il vento, nel caso specifico.

Semplicità è ritorno alla forma originaria, ritorno senza sovrastrutture, che a partire dall'infanzia e per tutto il corso della nostra vita attraverso l'educazione, le dottrine, le consuetudini e la politica, più o meno consciamente, hanno contribuito a formare la nostra mente/mentalità (forma mentis) che, mattone su mattone, ci ha arroccati nella nostra personale torre difensiva, attraverso le cui finestre guardiamo il mondo, senza mai però vedere la nostra "finestra" ma solo attraverso di essa... e ognuno di noi vede dalla sua.

Il ritorno ad un origine di semplicità, come "downgrade" o forma di decrescita positiva equivale quindi a riportare il molteplice al semplice, annullando i plicus, un “tornare ad esser come bambini” e sentirsi nuovamente a “casa”.  La semplicità è una  conquista che va aggiudicata con il  superamento delle complessità del mondo che ci abbagliano con le molteplici sfaccettature e desideri. Con la semplicità recuperiamo l’unità essenziale delle cose e di noi stessi per farci essere ciò che effettivamente siamo, “[…]semplicemente essere”.

La semplicità non è mera semplificazione, essa ci svela la sua natura molteplice nell'atto della riflessività, quando siamo calati in questo "stato" non vi può essere assenza di plicus ma le tante pieghe della coscienza, tra le quali l'Io è custodito.
 



Nessun commento:

Posta un commento