BEATA SEMPLICITA'
di michele farinelli
"Si
deve diventare
un'altra
volta così semplici
e
senza parole
come
il grano che cresce,
o
la pioggia che cade.
Si
deve semplicemente essere"
(H.
Hillesum)
L'etimologia della parola semplicità ci
suggerisce un qualcosa che risulta non avere plicus (sine-plicus, senza piega) che va quindi
a contrapporsi alla complicatezza e ai suoi molteplici plicus, partendo
da questa semplice... riflessione, diventa chiaro che risulterà
molto più agevole l’essere senza pieghe che complicati, e, l’esplicare il sine-plicus diventa non necessario.
L'azione dello spiegare qualcosa, ci
conduce all'idea di aprire, stirare, srotolare, togliendo le pieghe per rendere
leggibile e visibile una immagine, un testo (un papiro, un rotolo) o una
situazione che prima, le pieghe, celavano. Spiego le vele al vento e permetto
loro di srotolarsi, di passare da una situazione di "compressione" ad
una di "rilassatezza" pur nella tensione della loro funzione,
permettendo quindi un naturale ritorno di forma originaria, dando loro la
possibilità di esprimere la loro caratteristica primaria, quella di accogliere
il vento, nel caso specifico.
Semplicità è ritorno alla forma
originaria, ritorno senza sovrastrutture, che a partire dall'infanzia e per
tutto il corso della nostra vita attraverso l'educazione, le dottrine, le
consuetudini e la politica, più o meno consciamente, hanno contribuito a
formare la nostra mente/mentalità (forma mentis) che, mattone su mattone, ci ha
arroccati nella nostra personale torre difensiva, attraverso le cui finestre
guardiamo il mondo, senza mai però vedere la nostra "finestra" ma
solo attraverso di essa... e ognuno di noi vede dalla sua.
Il ritorno ad un origine di semplicità,
come "downgrade" o forma di decrescita positiva equivale quindi a
riportare il molteplice al semplice, annullando i plicus, un “tornare ad esser come bambini” e sentirsi nuovamente a
“casa”. La semplicità è una conquista che va aggiudicata con il superamento delle complessità del mondo che
ci abbagliano con le molteplici sfaccettature e desideri. Con la semplicità
recuperiamo l’unità essenziale delle cose e di noi stessi per farci essere ciò
che effettivamente siamo, “[…]semplicemente
essere”.
La semplicità non è mera semplificazione,
essa ci svela la sua natura molteplice nell'atto della riflessività, quando
siamo calati in questo "stato" non vi può essere assenza di plicus
ma le tante pieghe della coscienza, tra le quali l'Io è custodito.


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