IL SOGNO
di michele farinelli
I
giorni passavano veloci uno dopo l’altro, tutti uguali e senza accadimenti
particolari che potessero mettere in risalto questo o quell’altro giorno.
Secondi, minuti, ore, giorni e
poi mesi. Poi alla fine divennero anni.
La
sveglia del mattino, la colazione, il lavoro, la pausa a mangiar qualcosa in
qualche posto e poi via con la frenesia della giornata, chilometri su
chilometri, pioggia, nebbia, sole e ancora sole e nebbia e pioggia. Tante facce
nuove, nomi, pettinature, abiti, profumi, voci, stati d’animo, facciate di
case, palazzi, strade, paesaggi, animali…
La sera, con la stanchezza più
nella testa che nel corpo, una cena, una doccia e il letto.
Pronto per
ripartire il giorno dopo, fotocopia del precedente.
Quante informazioni riceve la
mente.
Rimanevano tutte lì, in un
angolo, pronte per essere usate, rimescolate, elaborate. Terreno fertile per i
sogni della notte.
Il sogno, luogo nel quale tutti
cadono quando la luce si spegne e si giace nel sonno, una specie di morte dalla
quale resusciti il mattino dopo.
Avventure fantastiche dove
diventa possibile tutto e dove tutto è così reale da farti credere che sei
veramente lì in quel momento!
Una
notte mentre sognava di passeggiare in un bosco in riva al mare si rese conto
di non possedere più il proprio corpo.
Si
guardò le mani ma queste non c’erano più come non cera più niente, il suo corpo
era scomparso!
La sensazione che provava era di
assoluta leggerezza, come se fosse diventato solo occhi.
Poteva spostarsi in modo molto
veloce, era diventato aria, ma aria che vedeva e sentiva e parlava.
Pensò che fosse fantastico e lo
era veramente!
Poteva parlare con tutti gli
elementi che lo circondavano e a loro volta loro parlavano con lui.
Abbracciò un maestoso albero e
subito divento quello il suo corpo. Si guardo le mani e vide rami carichi di
foglie dove centinaia d'uccelli multicolore gli cinguettarono il benvenuto.
Sentiva la linfa scorrergli
dentro, il suo nuovo sangue.
Respirava meravigliosamente e la
brezza del mare gli scompigliava tutte le foglie.
Poteva vedere molto lontano
perché il suo punto di vista, adesso, era quello del ramo più alto.
Mentre non riusciva a credere a
ciò che gli stava succedendo ebbe la sensazione di ricordare cose che non
potevano essergli successe, cose di centinaia d'anni fa!
La memoria del grande e vecchio
albero ora era anche la sua memoria.
Dondolava nel vento in questa sua
nuova forma e si godeva il calore del sole e la piacevole freschezza di
miliardi di goccioline che gli arrivavano da una vicina cascata.
Completamente rilassato scivolò
fuori dal grande albero e divenne sabbia e poi volle diventare sasso e poi il
suo sguardo si tuffò nelle azzurre acque del mare e divenne mare.
Incontrò un delfino, lo accarezzò
e divenne delfino. Nuotò velocissimo e incontro altri pesci che lo salutarono
vivacemente. Saltò e piroettò fuori dalla superficie dell’acqua e divenne
gabbiano e volò planando nel vento e divenne nuvola e cielo e stella e luna e sole e mentre brillava e riscaldava tutte le creature, vide il
grande e vecchio albero con i suoi uccelli e vide la sabbia e le rocce e il
mare e vide i pesci e il delfino e senti amore e capì che tutto faceva parte di
una stesso progetto. La vita.
Il mattino dopo quando si svegliò
era stranamente felice.
Dopo avere fatto colazione usci
di casa, guardò il cielo e tutto le cose che lo circondavano. Fece un gran
respiro e disse: "Buon giorno, giorno!"
Il tempo continuò a trascorrere,
imperterrito, ma lui non dimenticò mai quel sogno, lo raccontò alla gente e ai
bambini che lo ascoltavano stupefatti e quel racconto col tempo diventò una
storia da raccontare la sera prima di dormire.
Chi la ascoltava dormiva sonni
tranquilli e si risvegliava felice e con la voglia di dare alla nuova giornata
un’impronta diversa.
Chissà questa notte cosa sognerai
tu?!
Cerca di ricordarlo, potrebbe
essere un nuovo racconto della buona notte.
Ma soprattutto domani potresti
svegliarti con un entusiasmo nuovo, più felice e potresti contagiare con il tuo
sorriso le persone che incontri e queste a loro volta potranno contagiare altra
gente e così si diffonderà il tuo sorriso!
E sicuramente quel giorno non
sarà grigio.