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martedì 19 maggio 2015

IL SENSO DELLA VICINANZA


“Il mondo contemporaneo è caratterizzato da una lacerazione interiore resa artificialmente indolore dalle comodità tecnologiche”
(R. Panikkar, Il silenzio di Dio. La risposta del Buddha, Borla 1992).

Le correnti di pensiero sono piene di “suoni – parole” tipiche della cultura che le ha partorite ed ogni gruppo etnico si abitua a cogliere il suono della sua cultura e percepire come esotico tutto il resto, si sa che l’esotico è un attrattore molto forte e proprio per questa sua caratteristica (azzardo, patologica) attira chi cerca risposte. Idee e stili di vita sono tipici di un luogo e difficilmente trasferibili altrove, copiarli senza entrarci dentro, senza comprenderli diventa solo una perdita di tempo, un qualcosa di puramente cosmetico, bisogna lavorare con ciò che abbiamo compreso, con ciò che è diventato nostro perché lo abbiamo provato in prima persona e ne abbiamo verificato l’esito. Far diventare nostro qualcosa di spirituale ci farà inevitabilmente diventare diversi, avverrà un cambiamento, quel passo in più sul nostro cammino, che ci potrà anche far retrocedere o meglio cedere nostre idee sbagliate e quindi sarà il passo indietro che ci farà poi impostare in modo migliore il successivo, ma tutto questo va fatto con un forte discernimento e presenza mentale nel momento, con com-prensione. 
Occorre in maniera sempre più urgente, riscoprire il senso della vicinanza.

RIFLETTERSI - MEDITAZIONI SENSIBILI
Michele FariNelly

 

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