L'esperienza mistica è lasciar cadere le barriere, annullare i
confini, accogliere e accogliersi. Lasciarsi pervadere dalla sapienza,
quella estranea ad ogni tipo di educazione che sorga dalla parola. La
sapienza silenziosa e potenziale del seme che diventa germoglio, albero,
foglia, gemma, fiore, frutto e di nuovo seme. La sapienza
apparentemente sopita nell'inverno, profonda meditazione che s'apre
nella primavera e nella gioia dei suoi colori, frutto dell'aver saputo
attendere nel silenzio che precede ogni espressione.
Nulla da capire, un brivido che pervade il corpo, un alito di vento che
non sai da dove viene e dove va, una lacrima anche, un groppo in gola
che trattiene le parole la dove ogni divenire tace.
Il sole dietro un ramo,
la bruma del mattino.
Un crocchiare d'anatre.


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