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giovedì 10 marzo 2016

[...] Molto spesso ci succede di riuscire a districarci in situazioni difficili, rimaner stupiti per il modo con il quale siamo riusciti a risolvere il problema, a volta invece non ci rendiamo conto delle nostre capacità perché le diamo per scontate in quanto nostre da sempre, ma basta un osservatore esterno che ci faccia notare la nostra predisposizione per prendere atto della nostra forza o bravura. È proprio in questi preziosi momenti che noi dobbiamo fare tesoro dell’accaduto e ringraziare noi stessi, cementando nella nostra memoria l’evento come fosse una personalissima medaglia al valore.
Auto-gratificarsi è importantissimo perché non sempre abbiamo una terza persona così attenta alle nostre azioni che ci possa dire “sei stato bravo!” e quindi noi stessi dobbiamo mettere più attenzione sul nostro agire - anche il più elementare - e quando ci accorgiamo di aver fatto veramente un buon lavoro non dimentichiamo mai di dirci da soli “sono stato proprio bravo!”.
Questa teoria dell’auto gratificazione mi è arrivata dalla saggezza di mia madre che ogni tanto mi chiede: “ti sei detto bravo oggi?”, questa semplice domanda mi fa revisionare immediatamente tutto quello che ho fatto e a volte mi rendo conto di non aver prestato la dovuta attenzione al mio operato.
Grazie mamma.
Spesso, quando parcheggio l’auto, mi succede, dopo aver percorso qualche metro a piedi, di dover tornare indietro per controllare se l’ho chiusa bene, questa mia abitudine è dovuta al modo distratto di compiere azioni quotidiane pensando già al prossimo atto da compiere e quindi senza immettere la nostra presenza nel momento.
Il qui e ora e la centralità del nostro essere è importante per molti motivi, non ultimo la nostra sicurezza personale. [...]


- Michele FariNelly, "Riflettersi - Meditazioni Sensibili", Narcissus 2014

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