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sabato 4 luglio 2015

CARATTERE



CARATTERE
di Michele FariNelly

“Si ha un bel riunire trenta raggi in un mozzo,
l’utilità della vettura dipende da ciò che non c’è.
Si ha un bel lavorare l’argilla per fare vasellame,
l’utilità del vasellame dipende da ciò che non c’è.
Si ha un bell’aprire porte e finestre per fare una casa,
l’utilità della casa dipende da ciò che non c’è.
Così, traendo partito da ciò che è,
si utilizza quello che non c’è”

Lao-tzu
Tao Tè Ching - cap. XI


Essere o avere carattere significa incarnare continuamente per tutta la vita, la forma che il carattere impone.
In tipografia il carattere (o tipo), ha forma fissa, per essere univoco e riconoscibile; A non diventa mai B.
L’uomo vero, consapevole, vive immerso nel flusso del divenire continuo, dal momento del suo concepimento (e forse anche prima…) a quello della sua morte (trasformazione/ritorno all’essenza primordiale del cielo anteriore). L’uomo di “carattere” reagisce alle situazioni, mentre quello vero divenuto consapevole (che si è “risvegliato”), risponde ad esse. Nel divenire non esistono risposte preconfezionate (fisse), ma solo risposte in armonia al divenire stesso, che nascono quindi  dalle situazioni e ad esse si adattano.
Il non essere/avere carattere, è quindi completa espressione della vita, essere aperti agli avvenimenti, occuparsi e non pre-occuparsi (occuparsi in anticipo) di ciò cha la vita stessa ogni giorno propone, un aprirsi al “sia così” e non al “così sia”.
Il non essere/avere carattere è coltivare un cuore “vuoto”, che tutto accoglie, proprio per la sua capacità di riempirsi e svuotarsi, avendo abbandonato l’attaccamento e il desiderio… vivere con un cuore perennemente “pieno” è vivere nell’angoscia e nel timore continuo di perdere ciò che più amiamo e desideriamo.

Il carattere “riempie”, il divenire accoglie.


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