“Ognuno può e deve fare del materiale vivente della sua personalità, non importa se marmo, argilla o oro, un oggetto di bellezza in cui possa manifestarsi adeguatamente il suo Sé spirituale”. (R. Assagioli – fondatore della psicosintesi)
venerdì 26 giugno 2015
mercoledì 24 giugno 2015
Cos'è?
Cos'è?
“Stupefatto d’essenziale
Vado
svelando
L’illusione
delle cose”
Lasciar
andare il pensiero è un tuffo da vertigine.
Lo
sguardo fissato in un punto interno dietro la fronte come a voler osservare i
pensieri dentro la testa.
La
leggera tensione che la posizione degli occhi impone, genera giochi di luce e
forme casuali, griglie sferiche e piccoli lampi, come fuochi d’artificio.
Rilasso lo sguardo fissando il nulla dietro le palpebre chiuse. Un ronzio
d’orecchie mi accompagna. Lascio andare con consapevole attenzione, … come un
discendere dalla testa alla pancia. La sommità del capo è sempre più lontana, …
sono ora dietro al naso, nella bocca, nel collo, nel torace, … nella pancia,
che esce ed entra. Sono respiro.
Di
quanti piani sono sceso? Quanto dista la testa dalla pancia?
L’immobilità
del corpo, seduto in un mezzo loto, mi annulla la sensazione di confine tra
corpo e spazio esterno, … come fossi coscienza pura senza corpo. Il respiro si
fa lieve, quasi impercettibile e la pancia si muove pochissimo. C’è solo
respiro.
Un
debole rumore nella stanza accanto mi fa trasalire e la vibrazione, come
amplificata in modo esagerato, mi scuote e si propaga alla velocità di un
impulso nervoso, dandomi la sensazione di essere un fluido contenuto in una
membrana sottile, … per un istante torna la sensazione del confine “liquido”
membrana/corpo/spazio esterno, come l’onda increspa la superfice calma di uno
specchio d’acqua, questa vibrazione va scemando, … e ritorno ad essere respiro,
coscienza senza corpo.
Quanto
tempo è trascorso? Tempo…
Faccio
un respiro profondo ed invio un pensiero di movimento alle dita di mani e
piedi, … attendo un breve istante, percepisco l’impulso/pensiero di movimento
alle dita, immobili, … ancora un istante e il pensiero di movimento si apre al
movimento delle sole dita di mani e piedi, con il resto del corpo ancora
immobile, … questo piccolo movimento di dita nello spazio, senza contatto
alcuno, mi riporta immediatamente la sensazione di tutto il corpo e lo sguardo
torna al suo posto ordinario, ancora celato dalle palpebre chiuse.
Per
tutto il tempo è non-pensiero, osservazione dello stato, seguire il percorso,
discendere, ascoltare, entrare, conc-entrare (concedersi l’ingresso), … sempre
di più, … divento un punto, … nemmeno più quello.
Diluito con lo spazio.
Cos’è? Meditazione? E di che “scuola”? Di quale “corrente”?
Un
non-pensiero, un non-stato, un non-essere, come può appartenere a qualcosa di
definibile?
Diluirsi
nello spazio è essere quello spazio e essere quello spazio è non-essere
qualcosa. Qualcosa che non-è, non appartiene a nulla di ciò che la nostra mente
razionale conosce, non appartiene nemmeno al tempo. Non essere qualcosa è
essere ogni cosa, fuori da ciò che definiamo tempo.
Essere
ogni cosa fuori dal tempo è semplicemente essere, ….
Elevo il
pensiero
ad un piano
differente,
costretto a
vagare
in immensità
sconosciute.
L’eterno
presente,
divenir
composito
d’un flusso
continuo
di rilasci e
richiami
da atrio a
ventricolo.
Sospeso
m’arresto,
inarco lo sguardo
parabolando
sul fondo.
Un tuffo
lunedì 22 giugno 2015
ISTANTE
Lacerando
I troppi strati
D'illusione
Vado vivendo
La realtà
Di un istante
E l'Esistere
M'è possibile
In singolare
Pluralità
Come un roseto
Da rose perchè
E' un roseto
Io sono
Consapevolezza
Nella misura
Che l'Io permette
FariNelly
giovedì 11 giugno 2015
martedì 9 giugno 2015
MANTRA OCCIDENTALE
MANTRA OCCIDENTALE
“Noonn, noonn,
noonn ho tempo,
noonn ho tempo,
noonn ho tempo,
noonn, noonn”.
Il “Non ho tempismo” è la religione tra le più diffuse e viene
praticata assiduamente da milioni di persone, che “prese” dal turbine
del quotidiano, perdono di vista la vera essenza della vita, se stessi
nell’attimo presente.
“Non ho tempo di fare niente”, ma immancabilmente ci selfiamo e con grande precisione documentiamo sui vari social in modo che la nostra personal time line sia sempre perfettamente aggiornata, registriamo la nostra posizione per un “Io c’ero”, una bandierina rossa sul nostro percorso… e tutto questo genera attaccamento e sofferenza… ma la Via è altro.
Dobbiamo urgentemente capire che “non ho tempo” e “non mi interessa” sono espressioni ben distinte. Se una cosa, un'attività ci interessa, questa entra automaticamente a far parte della nostra routine quotidiana, il tempo lo troviamo, ce lo ritagliamo, diventa una pratica personale, una cura, un nutrimento.
Di colpo non avremo più tempo per quello che non-nutre, per quello che disperde, per quello che… ci aliena.
“Non ho tempo di fare niente”, ma immancabilmente ci selfiamo e con grande precisione documentiamo sui vari social in modo che la nostra personal time line sia sempre perfettamente aggiornata, registriamo la nostra posizione per un “Io c’ero”, una bandierina rossa sul nostro percorso… e tutto questo genera attaccamento e sofferenza… ma la Via è altro.
Dobbiamo urgentemente capire che “non ho tempo” e “non mi interessa” sono espressioni ben distinte. Se una cosa, un'attività ci interessa, questa entra automaticamente a far parte della nostra routine quotidiana, il tempo lo troviamo, ce lo ritagliamo, diventa una pratica personale, una cura, un nutrimento.
Di colpo non avremo più tempo per quello che non-nutre, per quello che disperde, per quello che… ci aliena.
FariNelly
lunedì 8 giugno 2015
MEDITAZIONE… CAPRESE
MEDITAZIONE…
CAPRESE
Pomodoro,
mozzarella, olio d’oliva, aceto, sale, pepe e basilico.
Un classico semplice,
veloce, fresco e leggero che ben si coniuga alla stagione estiva e a un boccale
di buona birra!
Tutto ciò che rende possibile la preparazione di questo piatto
è formato da quello che possiamo chiamare “il mondo della non-caprese”: la
terra che ha accolto e fatto crescere i semi della pianta di pomodoro, dell’ulivo
per l’olio, della pianta del pepe, della vite per l’aceto, del basilico, del
luppolo e malto d’orzo per la fragrante birra. Il cielo, la luna, il sole, le
nuvole e la pioggia che hanno riscaldato e dissetato le piantine ma anche la gentile mucca che donando il suo latte,
rende possibile la mozzarella. Dell’acqua del mare che sacrificandosi all’evaporazione
si è fatta sale. Di tutte le persone che si sono prese cura di seminare,
coltivare, raccogliere, accudire e distribuire il frutto del loro lavoro. Di
tutte le persone che hanno generato queste persone. Di chi con attenzione e
amore, fossimo anche noi soli, compone tutti questi prodotti della madre terra
in un piatto che è una festa di colori e sapori.
Il venir meno anche
di un solo elemento della “non-caprese”, farebbe cessare di esistere l’intero
piatto: "guardo la caprese e vedo l’universo e il rapporto che ho con
esso".
La meditazione
della caprese inizia con la sua preparazione, nel trattare con rispetto ogni
elemento, nel saper “vedere” ciò che è “non-caprese” e prosegue nel gustare ad
ogni boccone, il sapore… dell’universo intero.
FariNelly
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