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venerdì 17 giugno 2016

PIENEZZA

PIENEZZA
di Michele FariNelly


Mindfulness è la traduzione di "sati" che in lingua pali (il linguaggio utilizzato dal Buddha per i suoi insegnamenti) significa essenzialmente consapevolezza, attenzione, attenzione sollecita. Queste qualità dell'essere possono venire coltivate attraverso la meditazione. (fonte Wikipedia)

È curioso notare come nel mio dialetto ferrarese, la parola “sati”, voce del verbo sapere (savér), viene usata nella forma interrogativa sai tu?, lo sai? (sati?). Sati?, è una falsa forma di interrogazione che contiene in se la risposta, ravvisabile in ciò che è stato espresso in precedenza e serve quindi ha sollecitare-stimolare attenzione consapevole nell’interlocutore a cui si rivolge (es: è molto pericoloso usare il cellulare alla guida, lo sai? – sati?), questo è un tipico esempio di quello che io chiamo, riscoprire il senso della vicinanza.

Riscoprire il senso della vicinanza è come muoversi un po’ nell’acqua calda, dopo una lunga immobilità e accorgersi che l’acqua che si percepiva tiepida, in realtà è ancora calda, quindi un riscoprire “vitalità”, che si riteneva sopita, proprio nel tessuto sociale-culturale che ci ha cullati e cresciuti (tessuto, formato da fili-saperi-usanze inscindibili, che si combinano in modo compatto, pena lacerazione-rottura del tessuto medesimo), accreditando a noi stessi il nostro personale sentire, allontanandoci da etichette-definizioni che inducono, comunque, ad aderire ad una idea-pensiero di altri, discostandosi dalle quali implica il dover trovare un nuovo ambito, una nuova etichetta-definizione.

La parola d’ordine è quindi, accreditare se stessi e il proprio sentire, a Km 0… che dista un respiro.

Sentire implica riflessione continua, ascolto, meditare su ciò che “nutre” per allontanare invece ciò che “disperde”, con pienezza (fulness), nel qui e ora, nell’onlife.


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